Ecce Homo – Ragusa

pe. giovanni, fidei donum


Verso il IV Convegno Missionario Nazionale – Sacrofano, 20-24 /11/2014

Scritto da Pastorale Missionaria il 28/02/2014

Fuori le mura, dentro la storia 

Uscire, incontrare, donarsi. Ruota attorno a questi tre categorie il cammino verso il IV Convegno Missionario Nazionale (Sacrofano, 20-24 novembre 2014), presentato a Roma martedì 25 febbraio dall’Ufficio Nazionale di cooperazione missionaria tra le Chiese. Al via la fase preparatoria, che coinvolge sette  gruppi di destinatari, i cui contributi sono attesi entro la metà di luglio; rielaborati, saranno ripresi nei laboratori dell’evento. Per le comunità ecclesiali è occasione di riscoperta della propria identità, oltre ogni stanchezza.

Presupposti
La fase di preparazione muove da alcuni presupposti, che contribuiscono a ridisegnare il volto della missione:
– è cambiato il modo di concepire la cooperazione missionaria: se ieri era intesa soprattutto come aiuto umanitario al Sud, oggi le giovani Chiese offrono stimoli alla Chiese di antica tradizione, aiutandole a comprendere e riscoprire la propria identità, fino ad accorgersi della missione che inizia fuori della porta di casa;
– nell’orizzonte di una Chiesa missionaria, il dialogo con l’uomo e con il suo universo di senso sono luogo teologico di salvezza, non di contraddizione;
– per gli stessi Istituti missionari non si tratta di salvaguardare il carisma nella sua formulazione originaria, quanto di rileggerlo in funzione di una missione sempre più profonda e globale.

Obiettivi
Nel suo insieme, il Convegno punta innanzitutto a valorizzare la ricchezza delle esperienze missionarie, riaccendere la passione e rilanciare la dedizione per la missio ad gentes e inter gentes in attuazione della sequela di Gesù, aperti a tutti, a partire dai poveri. Intende, inoltre, mettere a fuoco nuovi stili di presenza missionaria, a partire dalla considerazione che la missione è il paradigma per eccellenza della pastorale.
Nel concreto significa anche proposta alla Chiese locali di nuove modalità di presenza sul territorio e di nuovi strumenti di animazione, formazione e cooperazione. In quest’ottica, si muove pure l’elaborazione di esperienze pastorali, quale contributo in vista del Convegno Ecclesiale Nazionale di Firenze 2015.

Soggetti coinvolti
La fase preparatoria si rivolge a sette gruppi di destinatari:
– Centri Missionari Diocesani, Gruppi di animazione missionaria, parrocchie;
– Istituti missionari e Istituti religiosi che hanno missioni;
– Missionari italiani attualmente all’estero;
– Missionari Fidei Donum rientrati;
– Seminari e case di formazione al sacerdozio;
– Organismi di volontariato internazionale di ispirazione cristiana;
– Associazioni laicali e i movimenti aventi esperienza di missione “ad extra”.

Tematiche
Strumento di lavoro e schede coinvolgono i destinatari in una triplice riflessione: la missione come incarnazione nelle vicende dell’oggi e del mondo, nella via del dialogo (“uscire”); la missione come comprensione del mondo quale luogo teologico di salvezza, che domanda accoglienza e qualità di relazioni, quali dinamiche dell’incontro e dell’annuncio (“incontrare”); la missione come comunione e cooperazione tra le Chiese, all’insegna della reciprocità e del servizio (“donarsi”).

Tempistica
Triplice anche la scansione dei tempi:
– 25 febbraio – 15 luglio: fase periferica di riflessione, lancio del Convegno, studio e attuazione delle schede e dei testi di riflessione, con il supporto di lectio via web;
– 15 luglio – settembre: rielaborazione dei contenuti ricevuti e stesura definitiva del programma, con la comunicazione dei dati pervenuti ai relatori.
– settembre – novembre: fasi tecniche di preparazione.

Il IV Convegno Missionario Nazionale –  rivolto agli operatori della pastorale missionaria e a coloro che collaborano a rendere le comunità ecclesiali più aperte all’evangelizzazione dei popoli e alla missione – si svolgerà a Sacrofano (Roma) dal 20 al 23 novembre 2014.

Segreteria del Convegno
Ufficio Nazionale per la cooperazione missionaria tra le Chiese, Via Aurelia 796 – 00165 Roma (tel. 06.66398308; info@cmsacrofano.itwww.cmsacrofano.it).

http://missionariblei.wordpress.com/2014/02/28/fuori-le-mura-dentro-la-storia/

http://www.chiesacattolica.it/missioni/

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CEI. Sussidio liturgico-pastorale Quaresima-Pasqua: «Svuotò se stesso…»Fil 2,7)

«Svuotò se stesso…» (Fil 2,7)   versione testuale
Gli Uffici della Segreteria Generale della CEI offrono in versione on-line il nuovo  Sussidio liturgico-pastorale per il Tempo Quaresima-Pasqua dal titolo:
Il Sussidio intende offrire alle comunità cristiane strumenti e suggerimenti per vivere la grazia di questo Tempo forte dell’Anno liturgico che ci permette di contemplare in profondità il mistero della misericordia di Dio, sempre sorprendente; infatti, siamo chiamati a tornare al cuore del Vangelo: la volontaria donazione del Figlio di Dio che, spogliando se stesso, ci arricchisce della misericordia del Padre e ci ridona speranza.

Una Chiesa che intende educare, non può fare a meno di entrare nello stesso dinamismo dell’azione di Cristo: affiancarsi a chi è fragile, a chi ha bisogno di tutela, come le giovani generazioni che si aprono alla vita e alla speranza del futuro, o anche a chi è smarrito, o addirittura chinarsi sulle persone che invocano aiuto per ritrovare la pienezza della dignità umana.

In Cristo, povero che arricchisce con la forza del suo dono e del suo perdono, le famiglie cristiane trovano la speranza per continuare sulla via del dono reciproco; in Cristo, umiliato dagli uomini, ma esaltato da Dio, ogni fragilità e miseria trova motivi di speranza e risurrezione.
Mentre cerchiamo di ritrovare le tracce di un autentico umanesimo, non possiamo rinunciare alla configurazione a Cristo, l’uomo nuovo che emerge vittorioso dalle tenebre dell’odio e della morte: una vittoria non ottenuta con la violenza, ma con il dono totale di sé.

Come Maria, restiamo nell’ascolto umile della Parola divina e nella silenziosa disponibilità a seguire ogni passo di Cristo, anche se incontro alla croce: proprio dalla croce può ricostituirsi una comunità che testimoni la forza della risurrezione.

link  http://www.chiesacattolica.it/quaresima2014/siti_di_uffici_e_servizi/ufficio_liturgico_nazionale/00053919_Sussidio_Quaresima_2014.html


Parola di vita di marzo

“Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore” (Gv 15,10).

Queste parole sono prese dall’ampio discorso riportato dal quarto Vangelo (cf Gv 13,31-17,26), che Gesù ha rivolto ai suoi apostoli dopo l’ultima cena. Viene in luce che l’osservanza dei suoi comandamenti ci fa rimanere nell’amore. Esse richiamano un versetto precedente, in cui Gesù dice ai suoi apostoli: “Se mi amate, osserverete i miei comandamenti” (Gv 14,15) ove viene in luce che l’amore per Gesù deve essere il movente, la radice da cui deve partire l’osservanza dei suoi comandamenti.
Ne risulta così una circolarità tra l’amore per Gesù e l’osservanza dei suoi comandamenti. L’amore per Gesù ci spinge a vivere sempre più fedelmente la sua parola; nello stesso tempo la parola di Gesù vissuta ci fa rimanere, e quindi ci fa crescere sempre più nell’amore per Lui.

“Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore”

Rimanere, dunque, nel suo amore. Ma che cosa vuol dire Gesù con questa espressione?
Senza dubbio vuol dire che l’osservanza dei suoi comandamenti è il segno, la prova che siamo suoi veri amici; è la condizione perché anche Gesù ci ricambi e ci assicuri la sua amicizia. Ma sembra voler dire anche un’altra cosa e cioè che l’osservanza dei suoi comandamenti costruisce in noi quell’amore che è proprio di Gesù. Ci comunica quel modo di amare, che noi vediamo in tutta la sua vita terrena: un amore che faceva di Gesù una cosa sola con il Padre e, nello stesso tempo, lo spingeva ad immedesimarsi e ad essere una cosa sola con tutti i suoi fratelli, specialmente i più piccoli, i più deboli, i più emarginati.
Quello di Gesù era un amore che risanava ogni ferita dell’anima e del corpo, donava la pace e la gioia ad ogni cuore, superava ogni divisione ricostruendo la fraternità e l’unità tra tutti.
Se metteremo in pratica la sua parola, Gesù vivrà in noi e renderà anche noi strumenti del suo amore.

“Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore”

Come vivremo allora la Parola di questo mese? Tenendo presente e puntando decisamente verso l’obiettivo che essa ci propone: una vita cristiana che non si accontenti di una osservanza minimista, fredda ed esteriore dei comandamenti, ma che sia fatta di generosità. I santi hanno agito così. E sono la Parola di Dio vivente.
In questo mese prendiamo una sua Parola, un suo comandamento e cerchiamo di tradurlo in vita.
Giacché poi il Comandamento Nuovo di Gesù (“Amatevi a vicenda come io ho amato voi” – cf Gv 15,12) è un po’ il cuore, la sintesi di tutte le parole di Gesù, viviamolo con tutta la radicalità.

Chiara Lubich


Preghiera quotidiana e intenzioni di preghiera affidate da Papa Francesco all’AdP

Cuore divino di Gesù, io ti offro per mezzo del Cuore Immacolato di Maria,
madre della Chiesa, in unione al Sacrificio eucaristico, le preghiere e le azioni,
le gioie e le sofferenze di questo giorno: in riparazione dei peccati,
per la salvezza di tutti gli uomini, nella grazia dello Spirito Santo,
a gloria del divin Padre.

Universale

“Perché in tutte le culture siano rispettati i diritti e la dignità delle donne”.

Per l’Evangelizzazione

“Perché numerosi giovani accolgano l’invito del Signore a consacrare la loro vita all’annuncio del Vangelo”.

vedi pure al link  http://www.adp.it/