Ecce Homo – Ragusa

pe. giovanni, fidei donum

Il Parlamento Europeo premia una suora italiana

Suor Eugenia Bonetti si batte da sempre contro la tratta delle africane. “La nostra missione? Combattere la schiavitù”

DAVIDE DEMICHELIS

“Le religiose sono state tra le prime in Italia a leggere il fenomeno della tratta delle donne per lo sfruttamento sessuale ed hanno cercato di dare risposte concrete, offrendo ospitalità nelle loro case e proponendo cammini di integrazione nella nostra società”. E’ con queste parole che suor Eugenia Bonetti ha commentato il Premio Cittadino Europeo, che le è stato consegnato il 17 ottobre a Bruxelles.

Oggi, in Italia, 250 suore di 80 diverse congregazioni danno assistenza alle donne costrette a lavorare sulla strada. In dieci anni hanno accolto e recuperato circa seimila vittime della tratta di schiave. Il premio, promosso dal Parlamento Europeo, dà un nuovo slancio all’impegno umanitario delle religiose: “Grazie a questo importante riconoscimento, possiamo ancora una volta far emergere la piaga della tratta di persone e trovare strategie nuove per rispondere positivamente a questa schiavitù del nostro secolo”.

Suor Eugenia Bonetti, missionaria della Consolata, è vissuta per 24 anni in Kenya. Poi, tornata in Italia, ha deciso di impegnarsi a fianco delle migliaia di africane portate in Italia e costrette a prostituirsi. Dal 1993 ha iniziato questa attività a Torino, poi a Roma e quindi in tutta Italia, attraverso l’associazione “Slaves no more” e coordinando l’Ufficio “Tratta donne e minori” dell’Usmi (l’Unione delle Superiore Maggiori d’Italia, che riunisce gli istituti religiosi femminili). Per questo suo impegno, è stata anche nominata Commendatore della Repubblica dal presidente Ciampi ed ha ricevuto due onorificenze dal Dipartimento di Stato americano.

Dal 2003, cinque religiose di diverse nazionalità visitano tutti i sabati il Centro di permanenza temporanea di Ponte Galeria, a Roma, dove vengono trattenuti gli immigrati in attesa di identificazione o espulsione, fino a 18 mesi. Le suore si occupano soprattutto delle donne, in gran parte nigeriane, spesso costrette a prostituirsi, trovate sulle strade senza documenti.

Suor Eugenia Bonetti ha testimoniato il suo impegno anche a Papa Francesco. La religiosa si è sentita molto appoggiata dalle recenti prese di posizione del Pontefice in favore della accoglienza degli immigrati: “Per me è stato molto forte e toccante il messaggio rivolto a tutta la Chiesa, affinché l’accoglienza del povero e la promozione della giustizia non vengano affidate solo agli “specialisti”, ma impregnino tutta la pastorale, la formazione dei futuri sacerdoti e religiosi, l’impegno delle parrocchie, dei movimenti e degli istituti religiosi”

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