Ecce Homo – Ragusa

pe. giovanni, fidei donum

Fraternità e traffico umano

Campagna della fraternità 2014 sarà contro il traffico umano

 Fratel Xavier Plassat& Francisco Alan Santos Lima

CPT, Campagna «Occhio aperto per non ridiventare schiavo »

 IL CONSIGLIO (Consiglio Episcopale Pastorale del CNBB)  ha approvato il Tema  della Campagna della Fraternità 2014 :

“Fraternità e traffico umano”.

La scelta è stata fatta il 20 giugno 2012

 Il tema è stato  proposto dai Gruppi di Lavoro  sulla riflessione del Traffico delle Persone e della Lotta al Lavoro Schiavo,  dalla CNBB,  gruppi che  sviluppano  entità collegate alSettore Pastorale della Mobilità Umana (come il Servizio Pastorale del Migrante  o dalla Rete “Un Grido  Per la Vita” della Conferenza dei Religiosi del Brasile) e dellaPastorale Sociale(come la Commissione Pastorale della Terra).

Alla fine del 2011 i due gruppi si sono fusi in uno solo, rivelando così il manifesto pensiero che le due Realtà sono distinte ,  ma inseparabili.

Dal 2010 i loro componenti hanno suggerito alla CNBB che una   prossima Campagna della Fraternità fosse  rivolta a questa tematica,  che è sempre più presente  nel mondo globalizzato.

In appoggio alla domanda, sono state fatte riunioni di sensibilizzazione, laboratori di attività e furono  raccolte migliaia di  firme.

Con le sue reti nazionali ed internazionali il traffico è alla base della maggior parte delle situazioni di schiavizzazione moderna.

Lo studio divulgato dalla Organizzazione Internazionale del Lavoro ai primi di giugno 2012, propone una stima globale del numero di vittime del “traffico umano”:concetto questo che include il traffico per lavoro forzato eil traffico per lo sfruttamento della sessualità,:

Tenuto conto che  si tratta di  un crimine praticato nella clandestinità,  la Organizzazione  stima  il loro numero  in 20,9 milioni,  di cui 1,8 milioni solamente nei paesi dell’America Latina e del Carabi, con  una prevalenza  di 3,1  per mille, questo continente è in testa  alla media globale.

Sul totale mondiale il traffico  per il lavoro rappresenta il 78% (di cui14,2 milioni da parte della economia privata e 2,2 milioni da parte dello Stato) e per lo sfruttamento sessuale22 % (4,5 milioni , di cui  il 74% sono adulti e il 26% bambini; il 55% sono donne , il 45% uomini.  Nel 44% dei casi  questo sfruttamento avviene nel corso di una emigrazione,sono  ben differenziate:

19% nel Paese,e 74% fuori

Ben conosciuto nel campo brasiliano questa forma di sfruttamento , sotto la figura  del “.gatto”, il così detto adescamento è un meccanismo che troviamo in tutte le latitudini, e le sue vittime sono generalmente persone affette da una o varie caratteristiche di vulnerabilità, di cui approfittano i trafficanti.

Oggetto di ricerca da parte di due Comissioni Parlamentari di Inchiesta nel Congresso Federale, il tema del  Traffico Umano  non potrebbe essere abordato in un tempo più opportuno, tenendo conto della prospettiva di realizzazione, in Brasile, di grandissimi eventi come la Coppa del Mondo 2014  o le Olimpiadi 2016, che certamente attireranno miliardi di visitatori;   prospettiva che ravviva la preoccupazione della possibile recrudescenza delle pratiche criminali ricorrenti nel paese.

Il rastrellamento per il lavoro schiavizzato è già una  realtà consumata da nord a sud, e si accompagna alla realizzazione di grandi progetti (come dighe,linee, ferrovie e altre opere della Pac)  e all’espansione delle monoculture del commercio agricolo (soia, canna da zucchero, eucalipto) e al continuo avanzamento dell’allevamento del bestiame  a scapito della foresta. E’ questa una realtà che non tocca solo la campagna, ma anche  la città : boliviani e peruviani trafficati nel Brasile sono attivi in laboratori clandestini, a servizio anche di firme famose.

 

L’UNODOC (Ufficio dell’Onu per le droghe e i Crimini) stima in 140 milioni il numero delle persone, (specialmente donne), trafficate e sfruttate sessualmente nei Paesi Europei. Tra queste 13% sono sud-americane La Spagna  è una delle principali destinazioni, seguita da Italia, Portogallo, Francia, Olanda, Germania,Austria , Svizzera. Nel Brasile un’indagine ha identificato 241 reti di traffico per sfruttamento sessuale

Secondo IMO (Organizzazione  Mondiale per i Migranti) il traffico delle persone e il contrabbando dei migranti sta crescendo nell’America Latina  in funzione del bum della domanda e della tendenza ad importare lavoro a basso costo in condizioni precarie.

Tra il 2003 e oggi, la CPT ha identificato in Brasile circa 250 casi di lavoro in schiavitù e ogni anno e le équipes di fiscalizzazione del Ministero del Lavoro hanno già riscattato più di 38.000 lavoratori, principalmente nell’ agricoltura:per la falciatura dei pascoli , nella produzione di carbone vegetale o in grandi aziende agricole.  Nel 2011 c’è  stata l’emancipazione, in tutte le regioni del Paese, per un totale di  2501 persone , di cui 613 erano impiegate in attività non agricole.

Nonostante le denunce che venivano fatte dalla Chiesa fin dall’inizio del 1970 e dalla mobilitazione di ampi settori della società,il potere pubblico brasiliano ha assunto tardivamente la responsabilità di porre un freno alle varie forme di traffico umano:con ilGruppo di fiscalizzazione mobile  nel 1995,col Piano nazionale  per lo sradicamento del lavoro in schiavitù 1° e 2° (2003 e 2008) , Politica e Piano nazionale di freno al traffico di persone (2006 e 2008).

Per la grande mobilitazione sociale e per gli strumenti originali adottati per combattere questo crimine,

(Fiscalizzazione mobile,nucleo per fronteggiare le varie forme di traffico delle persone,lista nera, patto corporativo e recentemente confisca  della proprietà), il Brasile  è arrivato ad essere considerato come punto di riferimento nella lotta per  la dignità e la libertà. Ma d’altra parte pur  considerando l’enorme potenziale  richiesto per ridurre questa piaga , la sua permanenza  costituisce uno scandalo per un cittadino e per un cristiano.

Sradicare la piaga del traffico umano richiede  molto più che liberare le sue vittime immediate; implica  sradicare le radici ed eliminare  i meccanismi che rendono possibile  la sua riproduzione:la vulnerabilità dell’estrema povertà, l’avidità degli agenti economici senza scrupolo, la permanenza della disuguaglianza di generi alimentari,l’impunità “timbrata”  in strutture apportatrici di morte.

Se un fratello è reso schiavo, una sorella è  resa schiava è la nostra  filiazione divina che viene negata. E’ la fratellanza che viene abolita.

Magari la Campagna  della Fraternità 2014 potesse mettere d’accordo  comunità e autorità del nostro Paese per una vigilanza raddoppiata  e dinamizzare lo sforzo collettivo per sradicare lo sciagurato traffico umano in mezzo a noi!

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