Ecce Homo – Ragusa

pe. giovanni, fidei donum

Parrocchia missionaria. Comunione e corresponsabilità missionaria

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* Preparandoci a vivere il Consiglio Pastorale Parrocchiale approfondiamo il progetto pastorale confrontandoci con l’8° Piano Pastorale Diocesano: Educhiamoci alla Corresponsabilità.

Il progetto parrocchiale dell’Ecce Homo, così come di ogni parrocchia, è realizzare la Missione di Gesù nella grazia dello Spirito.

La missionarietà della Chiesa oggi è più esigente che mai e di fronte alle difficoltà non solo non possiamo tirarci indietro, ma siamo chiamati con coraggio e fiducia a camminare, costruire, evangelizzare.

Per esprimere il volto missionario delle parrocchie in un mondo  che cambia siamo chiamati a guardare con attenzione il “mondo che cambia” e con spirito missionario crescere nella corresponsabilità ecclesiale e missionaria.

Accogliamo le indicazioni dettate dal vescovo nel piano 2013-2014 ricavandone linee guida e luce per il programma annuale parrocchiale che sarà tracciato dal Consiglio.

Anno pastorale 2013-2014

 Educhiamoci alla corresponsabilità

Riflessioni e appuntamenti per camminare insieme

 Ragusa, 21 settembre 2013

 Amici carissimi,

proseguiamo nel cammino. Siamo giunti alla terza tappa del percorso quadriennale. Dopo avere concentrato l’attenzione sulla libertà e sulla verità, ci accingiamo ad iniziare il nuovo anno pastorale, che avrà come filo conduttore l’educazione alla corresponsabilità. Vogliamo riflettere sul nostro essere Chiesa e sul dovere che abbiamo di vivere corresponsabilmente la vocazione e la missione che il Signore ci ha affidato.

Lo scorso mese di aprile abbiamo vissuto l’esperienza dell’assemblea diocesana che, nella sua nuova articolazione, ci ha permesso di ascoltare la relazione del prof. Giuseppe Falanga, docente alla Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, e di confrontarci nelle singole comunità parrocchiali sui percorsi diocesani e locali per educarci alla corresponsabilità. Dopo due settimane ci siamo rivisti per ascoltare la sintesi del lavoro compiuto nelle singole parrocchie e riaprire il confronto.

Rinnovo il ringraziamento al prof. Falanga, a tutte le parrocchie che hanno realizzato l’assemblea (con la partecipazione soprattutto degli operatori pastorali e delle realtà ecclesiali presenti nel territorio) e al gruppo che ne ha raccolto le relazioni e ha predisposto la sintesi finale.

Questa mia introduzione vuole semplicemente:

–       chiarire il significato del termine «corresponsabilità» e ribadire che nella Chiesa siamo tutti corresponsabili;

–       sollecitare la consapevolezza e la realizzazione di una più ampia corresponsabilità e indicarne il cammino e il clima;

–       riproporre gli ambiti della corresponsabilità, che sono stati oggetto di confronto durante l’assemblea diocesana, perché siano gli elementi portanti della costruzione del programma pastorale parrocchiale;

–       segnalare alcuni appuntamenti comuni perché nel nostro cammino di Chiesa insieme con Gesù, il nostro unico e vero Salvatore, ci lasciamo educare e, reciprocamente, ci educhiamo alla corresponsabilità.

Spesso, mi limiterò a citare dei testi, senza commentarli. È stata una scelta. Perché ritengo sia molto opportuno accostarsi ai documenti, individualmente e comunitariamente, leggerli con calma, e da essi lasciarsi positivamente provocare.

Che vuol dire “corresponsabilità”

La parola “corresponsabilità” unisce due termini: “con” e “responsabilità”. E indica la “responsabilità da assumere insieme”. Ma che cos’è la responsabilità?

Samuel Heymann, prima di morire invia a un «caro scrittore, che parla più di quanto scrive», una raccomandata che contiene tre documenti: una breve lettera di una pagina, una fotografia e alcuni fogli spillati. Gli chiede di consegnare a Miranda i fogli, «leggendoglieli e soprattutto migliorandoli». Non è necessario che io vi dica i motivi di tale comportamento. Heymann, che «ama l’umanità attraverso gli occhi di un cane», rivela alla figlia la sua storia, che comincia così: «Ho spesso l’impressione di non avere avuto infanzia. I pochi ricordi che ho di quel periodo appartengono a una terza persona. Non ero io quel ragazzino affettuoso, fiducioso, a braccia aperte… La mattina, quando usciva dalle lenzuola, quel bambino si precipitava nel cortile di casa e alzava la testa per gridare al cielo: “Puoi andare a dormire, Dio, tutto a posto, mi sono svegliato, mi occupo io di tutto”»[1].

Nelle parole di quel bambino è racchiuso il senso della responsabilità. È ciò che diceva S. Ignazio di Loyola: «Agisci come se tutto dipendesse da te, sapendo poi che tutto in realtà dipende da Dio»[2]. Né solo Dio, né solo l’uomo!

Erich Fromm[3] ha scritto un libro molto interessante dal titolo L’arte d’amare. È possibile l’amore nella civiltà repressiva?, che «si propone di dimostrare che l’amore non è un sentimento al quale ci si possa abbandonare senza aver raggiunto un alto livello di maturità». Egli sostiene che tutte le forme d’amore si fondano sempre su quattro elementi: la premura, la responsabilità, il rispetto e la conoscenza. La «responsabilità, nel vero senso della parola, è un atto strettamente volontario; è la mia risposta al bisogno, espresso o inespresso, di un altro essere umano. Essere “responsabile” significa essere pronti e capaci di “rispondere”. Giona non si sentiva responsabile degli abitanti di Ninive. Egli, come Caino, poteva domandare: “Sono il custode di mio fratello?”. La persona che ama risponde. La vita di suo fratello non è solo affare di suo fratello, ma suo. Si sente responsabile dei suoi simili, così come si sente responsabile di se stesso»[4].

La corresponsabilità, quindi, è la prontezza e la capacità di “rispondere insieme” ai bisogni, espressi o inespressi, delle persone e delle comunità, conosciuti con l’occhio dell’amore e con la sapienza del cuore. È strettamente connessa con l’amore e la comunione. «È un’esperienza che dà forma concreta alla comunione, attraverso la disponibilità a condividere le scelte che riguardano tutti»[5].

Per questa ragione, nell’incontro con i membri dei consigli pastorali e per gli affari economici il 7 dicembre 2010, dicevo che i “passi” della corresponsabilità pastorale sono la conoscenza (della situazione, del territorio, delle esigenze…), il dialogo, la docilità allo Spirito, la valutazione e la scelta delle priorità e degli impegni concreti.

[1] Eric-Emmanuel Schmitt, L’amore invisibile, e/o, Roma 2013, pagine 72-73.

[2] Citazione di papa Benedetto all’Angelus del 17 giugno 2012.

[3] Erich Fromm è sociologo e psicanalista tedesco. È nato a Francoforte sul Meno nel 1900 ed è morto a Locarno nel 1980, pochi giorni prima di compiere ottant’anni.

[4] Erich Fromm, L’arte d’amare. È possibile l’amore nella civiltà repressiva?, Il Saggiatore, Milano 1979, pagine  9, 42-43.

[5] Conferenza episcopale italiana, “Rigenerati per una speranza viva” (1Pt 1,3): testimoni del grande “sì” di Dio all’uomo, 29.6.2007, n. 24.

– continua –

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