Ecce Homo – Ragusa

pe. giovanni, fidei donum

Don Mattia Nobile – 8

Don Mattia Nobile , Sacerdote e Terziario Cappuccino . – Parte Ottava e ultima

 
 
 
 
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Don Mattia Nobile

VIII ed ultima parte .
“ IMMOLAZIONE ”

Don Mattia era sempre stato di salute molto cagionevole fin dagli anni della sua Formazione in Seminario , dove per due mesi soffrì di malaria . Aveva raggiunto l’età di 73 anni , soffriva di ernia inguinale bilaterale . Confidava al nipote Monsignor Nobile : “ Sono tutto legato , cammino a stento penando , Offrendo tutto a Dio ! ” . Questa frase , tanto in Armonia con i suoi Sentimenti , ci conferma ancora una volta lo Spirito d’Immolazione di cui Viveva . Per sottoporsi all’operazione chirurgica , Don Mattia aveva sempre resistito , per timore di vedere offesa la sua modestia ; ma facilmente la Voce dell’Obbedienza alla quale portava tanto Amore, lo fece acconsentire , così come ci assicura la sorella Maruzza . Preoccupati di prolungarne l’esistenza terrena , amici , superiori e in particolare Monsignor Jacono ( che sarà poi eletto Vescovo di Caltanisetta ) : lo esortava a prendersi cura di sé . Nel giugno del 1935 , dopo tanti autorevoli consigli per il suo bene , acconsentì a farsi operare . Ma per il forte caldo estivo , fu deciso di rimandare l’intervento chirurgico in autunno . Quell’anno , d’accordo con la sorella Maruzza , preferì non recarsi in villeggiatura in campagna , nell’amatissima Contrada Magazinazzi . Attese a prepararsi alla Morte perché riteneva che l’operazione chirurgica avrebbe segnato la fine della sua vita terrena .

Fino all’ultimo , egli fu un Profeta , ma questa non per il bene delle anime a lui affidate dall’Alto .

Distaccato da tutto e da tutti , mentre cercava d’immergersi meglio nei Pensieri del Paradiso e dell’Eternità non trascurava d’interessarsi alla “ sua Famiglia di Figlioli “ , alla quale Dio stesso l’aveva legato e ch’egli Amò sempre Dio , incluse la sorella Maruzza e la nipote Vincenzina . Tutti furono presi da trepidazioni a suo riguardo , per cui cercavano di avvicinarlo come meglio potevano fino all’ultimo giorno . Don Mattia , sempre animato da quello SPIRITO di PATERNITA’ che gli aveva fatto compiere tanti Sacrifici , a ciascuna disse una parola , diede un consiglio , ricordò l’ideale di vivere bene e solo per Dio . Venne deciso il suo ricovero all’ospedale di Ragusa , allora intitolato a Mussolini . Era il 5 Novembre 1935 . Entrò in reparto alle ore h. 11,00 in punto . Accompagnava Don Mattia il suo Fraterno Amico Don Vincenzo Licitra , il quale scrisse a riguardo : “ Io dovevo assisterlo , poi i superiori mi separarono da lui ritenuto più opportuno che fosse assistito dal personale dell’ospedale . Nel congedarmi da lui , mi diede uno sguardo tanto vivo da non lasciarmi dubbio sul suo significato per cui parve che egli dicesse : l’Obbedienza ai superiori segna la fine dei miei giorni ! ” . Da molti mesi le sue Penitenti pregavano affinché il Signore ne avesse prolungato l’esistenza ; ma entrato che fu in ospedale , le Preghiere divennero pubbliche e non più private , specialmente nella cara Chiesa dell’Ecce Homo , tra il Terz’Ordine Cappuccino e il popolo ragusano tutto vi prese parte con tutto il cuore . Tra la gente , per le vie non si sentiva altro : “ Preghiamo per Padre Don Mattia ! ” .
E non solo a Ragusa si Pregava per lui . In Contrada Magazinazzi nella Chiesetta dedicata alla Vergine del Santissimo Rosario di Pompei , tanto Prediletta da lui , si fecero pubbliche Preghiere prima e dopo la Messa ogni mattina tutti i fedeli si comunicavano offrendo le loro preci a Dio per il Bene Amato loro Padre Don Mattia . Don Mattia Stimò e Amò molto il nipote e suo penitente Emanuele Ruggeri Nobile , chiamato da lui affettuosamente nel diminutivo ragusano : Nanè .
Nanè così ci testimonia : “ Nel 1933 , essendo venuto a Ragusa uno specialista di apparecchi per ernie inguinali , egli volle essere da ma accompagnato presso di lui all’albergo ; ma quando doveva visitarlo mi fece uscire . All’ospedale Mussolini di Ragusa , mi volle accanto a sé durante la degenza , specialmente di notte . Io volli assistere e mi sembrò davvero un Santo . Ci venne assegnata una stanza e in essa si parlò di tante cose , mentre la notte restavamo in Preghiera e in pianto . Alle ore h. 20,00 , terminato di recitare il Santo Rosario , si rimase un po’ in Silenzio. Stavamo seduti ciascuno sul nostro lettuccio e avevamo di fronte una piccola Lampada, quand’egli mi disse : Nanè ( Emanuele ) , ti raccomando di tenere d’occhio la mia Famiglia di Figli Spirituali , così come facevano i Santi , che operavano senza farsi riconoscere . – Chi sa ! – Dopo la mia morte potranno avere dei disturbi……
– Inoltre ti ricordo sempre di essere sempre buono ” . Io allora mi misi a piangere , perché con questo suo dire egli indicava che doveva morire e quindi gli dissi : “ Zio , dacché dubitate dell’operazione chirurgica , lasciamola stare e andiamo via ! ”
– E lui : “ Figlio mio , non si muove foglia se Dio non voglia ! ”
– Il Buon Gesù sa più di noi , lasciamolo ch’Egli disponga d’ogni cosa ” .
Piangente com’ero mi inginocchiai , chiedendo la sua Benedizione. Egli mi posò la mano sul capo e recitò una Preghiera. Io rimasi in pianto davanti a lui e dopo mi disse : “ Nanè , abbi fiducia nel Sacro Cuore di Gesù e sii sempre buono “ . Mi alzai tornai al mio letto con il cuore gonfio . E così si stette fino a tardi . Sul fare del mattino mi sembrò di vedere un Sacerdote che gli faceva la Comunione e vidi lo zio ripetere varie volte il Segno della Croce . Commosso , dopo un po’ di tempo , osai domandargli : “ Zio avete riposato ? “
– E lui rispose : “ Nanè ! Quant’è bello il Paradiso ! ”
– Capii subito ciò ch’era avvenuto in quella nostra stanza d’ospedale : Chi era quel Sacerdote che Comunicava con lo Zio ?
Sì la Meraviglia delle Meraviglie !
La Grazia di tutte le Grazie ! Il Signore ! ” .
Il 6 Novembre venne operato dal chirurgo Dottor Bombi . Sembrò che ogni cosa andasse bene . La sorella Maruzza così testimonia : “ Fatta la prima operazione alla prima ernia inguinale , avvenne la strozzatura immediata dell’altra non ancora operata . Essendo quel giorno – sabato fascista – , e non avendo giudicato grave il suo caso , fu rimesso a lunedì le seconda operazione . Nel frattempo i tormenti divennero assai forti e per quanto egli li sopportasse con ammirevole rassegnazione , gli successe l’avvelenamento del sangue . Al lunedì si fece lo stesso la seconda operazione . Da allora le sofferenze furono atrocissime , come dicevano gli stessi medici , ammirati dalla sua Pazienza e della Serenità della sua Anima. Non fece mai Lamenti . Il male gli cagionava un’arsura irresistibile , ma egli non chiedeva mai rinfreschi , però li accettava se offerti . Divenuto grave , fu permesso a noi parenti di trasferirlo il giorno 16 Novembre a casa nostra , mio nipote Nanè , pur nello strazio del dolore , ci aiutò molto così come tutto il personale dell’ospedale , pareva che vi fosse ricoverato solo mio fratello , tanto lo ammiravano ” . In ospedale il Comportamento di Don Mattia fu da tutti ammirato . Il Dottor Mazzone scrisse : “ Don Mattia Nobile durante le due operazioni , pur soffertissimo , mantenne un atteggiamento calmo , sereno degno del massimo elogio ” . Lo conferma la suora infermiera assistente , suor Maria Angelica : “ Mai da lui abbiamo udito un lamento e tale fortezza d’animo impressionò anche il chirurgo ” . Abituato a meditare sulla Passione di Gesù , sapeva in quelle ore terribili tenersi vicino al Signore sulla Croce e trovava la forza della resistenza e della calma . Mentre da ogni parte nell’ospedale si udivano lamenti , dice l’infermiere Giovanni Gulino , egli , tra i grandi spasimi delle sue sofferenze , non fece mai un lamento , sopportando con grande rassegnazione Tutto . Tanto che il personale dell’ospedale ne rimaneva ammirato e gli stessi dottori lo chiamavano : “ il Sacerdote Santo ” .

L’infermiere addetto alla sala operatoria , il signor Migliorisi dirà : “ Mentre i medici tagliavano le sue carni con trepida e affettuosa riverenza , il suo contegno appariva eroico , poiché dalla sua bocca non si udì mai un lamento ” . Il nipote , monsignor Nobile , che si trovò presente , non fu sorpreso tanto della sua eroica pazienza , quanto nello scoprire , con sua grande meraviglia , enormi calli alle ginocchia dello zio , dovuti all’abitudine di stare a lungo in ginocchio e ancor più si meravigliava com’egli avesse potuto sopportarli perché inginocchiandosi gli procuravano senz’altro dolore… Negli ultimi giorni di degenza in ospedale , i parenti ottennero dalla madre generale delle Suore del Sacro Cuore , che permettesse a Suor Nazarena Di Pasquale , assai conosciuta ed amata dai ragusani per la sua generosità e carità cristiana , di assistere Don Mattia . In un momento in cui Don Mattia si trovò con Suor Nazarena Di Pasquale , il Santo Sacerdote indicando con il dito il cielo , disse : “ Gesù mi vuole ! E’ giunta la mia ora ! E’ il Maestro che mi chiama ! – Poi , postosi il dito sulle labbra , le intimò di non dire nulla ai suoi familiari ” . Il 16 Novembre 1935 , di buon mattino fu riportato a casa dall’ospedale . Malgrado sofferente e indebolito , rivedeva e riceveva visite . La madre generale delle Suore del Sacro Cuore di Gesù , scrisse : “ Nell’ultima malattia andai a visitarlo , ed egli , come nulla patisse mi ascoltava con interesse e pazienza a quand’io evitavo di protrarre il discorso , egli mi incoraggiava . I suoi Consigli , benché di poche parole , dicevano tanto ” . Sulle sue labbra , fino al momento di spirare erano soventi le parole : “ Ave , Ave , Ave Maria ! ” .
La sorella Maruzza così ci confida : “ La sua agonia fu lunga e dolorosissima , Stringeva tra le mani il Suo Crocifisso . Le sue sofferenze erano tali , che alcuni parenti non potavano resistere nel vederlo . Mentre lo assistevano verso la fine ,
gli suggerivo : “ Mattia, dici con me Gesù , Maria… ” – Ed egli , dopo avermi guardata dolcemente , ripeteva quei cari nomi , seguiti da atti d’amore . Non potendo pronunciare parole per i dolori Intensi , guardava il Suo Crocifisso .
Fu assistito fino all’ultimo respiro da don Rizza e dal padre Cappuccino Fra Francesco da Ragusa ” . All’alba del terzo giorno monsignor Nobile , nostro nipote , celebrò nella nostra cappella e gli amministrò gli ultimi Sacramenti .

Come Terziario Cappuccino , ebbe l’Assoluzione Generale dell’Ordine Serafico ed ero presente io stessa, le due nipoti Vincenzina Nobile e Vincenzina Ruggeri Nobile ed altri parenti .

Il nipote Monsignor Nobile , aggiunge : “ Nelle ultime ore , alla mia domanda se volesse l’Assoluzione , rispondeva atteggiando le labbra ad un sorriso : Sì , Sì ” .
Pregò fino all’ultimo respiro . Non si capiva quello che dicesse , ma si sentiva il Nome di Maria Santissima , appena – appena sussurrato . con serenità di paradiso , Don Mattia si spense alle h. 11,00 del 20 Novembre 1935 , rimanendo con una fisionomia di serenità e santità soavi e care .

“ L’Angelo di Ragusa “ era volato in Cielo , la sua patria diletta ! Ma da Lassù egli non scorderà mai i suoi figli e le sue figlie spirituali .

Ragusa avrà sempre la Santa Benedizione del suo Padre Don Mattia e il suo Amore si stenderà Dolcemente e Paternamente su tutta la sua Famiglia Spirituale , come a raccogliere tutti e in tanti dal mondo intero in un grande Abbraccio per condurli presso di lui , in Paradiso, con Gesù e Maria. Una sola espressione emergeva dalla bocca di tutti :
E’ morto un SANTO SACERDOTE ! E’ morto un SACERDOTE BUONO E SANTO !
Scrisse Monsignor Jacono , vescovo di Caltanisetta : “ Ho visitato al cimitero la tomba del caro Don Mattia e se ho pregato in suffragio dell’anima sua , mi sono anche ad esso raccomandato per molteplici miei bisogni , nella serena fiducia che egli gode nella gloria del cielo , consumata con Dio l’unione che ben iniziò sulla terra ” . I resti mortali di Don Mattia Nobile sono custodite dal 1935 nella Cappella della Famiglia Nobile al Cimitero di Ragusa .

Viva Rimanga la SPERANZA che Don Mattia possa essere ELEVATO agli ONORI degli ALTARI , CONOSCIUTO e AMATO così com’egli AMO’ tutti con gli stessi SENTIMENTI del SACRO CUORE di GESU’ .

FINE

LAUS DEO

Pax et Bonum

PREGHIERA

Santissima Trinità , Padre e Figlio e Spirito Santo
Voi che avete eletto il Sacerdote Mattia Nobile al Vostro Santo Servizio
Concedeteci di imitare le virtù , l’umiltà , il nascondimento ,
la Preghiera “ Sine Intermissione “ ,
l’Amore e la Carità per il prossimo , lo zelo e la salvezza per le anime .
Concedeteci di vedere presto il Sacerdote Mattia Nobile
tra i Santi della Chiesa per la quale egli si immolò come Vittima d’Amore .
Amen . Pater , Ave , Gloria .

Francesco di Santa Maria di Gesù
Terziario Francescano
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Fonte : Padre Samuele Cultrera OFM Cappuccino
Un Sacerdote Santo , Don Mattia Nobile ,
Il Massaia , Roma , 1942 .
Testo riadattato e aggiornato parzialmente a cura di
Vincenzo Digrandi . A.D. 2011

 
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