Ecce Homo – Ragusa

pe. giovanni, fidei donum

Don Mattia Nobile – 4

Don Mattia Nobile , Sacerdote e Terziario Cappuccino . – Parte Quarta –

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Don Mattia Nobile

QUARTA PARTE
“ In continua Orazione davanti a Dio ”

L’Amore , la Confidenza , la fede per Dio erano il suo cibo Spirituale prediletto. La sua vita era una continua Orazione . Una Suora , sua penitente , ricorderà che Don Mattia stava dietro l’Altare Maggiore nella Chiesa dell’Ecce Homo di Ragusa e lì Pregava intensamente . Tutto era Soprannaturale in lui , il pensare, l’agire, il parlare . Il suo parlare , in modo particolare , era Ispirato da tanta Luce e Calore Soprannaturale , senza che lui lo sospettasse , faceva un effetto sorprendente sulle anime che lo avvicinavano . Parlava spesso dell’Amore di Dio , scrive la nipote Vincenza e continua : “ Non posso esprimere in che modo si Trasformasse in Volto ” . Diceva Don Mattia : ” L’Amore malamente amato è peccato “ .
Vi erano anime alle quali una sua parola riusciva a conquistare il cuore profondamente . Distaccato da tutto , viveva nella solitudine , era proprio Dio che operava in Lui perché ogni sua parola scendeva come Balsamo nel cuore dei suoi Figli Spirituali e dei fedeli . Così ricordava una sua cara Penitente . Un cibo squisito , sostanziale e nutriente glielo forniva l’Adorazione del Santissimo Sacramento e l’assistenza assidua alla Santa Messa . Dalla casa passava alla Chiesa dell’Ecce Homo e da questa tornava a casa . Tuttavia , bisogna ricordare che per amore della verità , Don Mattia fu un vero Apostolo del Signore Gesù Cristo il Crocifisso , mai mancò di visitare gli ammalati , i più bisognosi , di predicare gli Esercizi Spirituali a diverse comunità di religiosi e religiose , fu molto richiesto per questa Missione e per la quale dava il meglio di sé . Ma vedremo più avanti più dettagliatamente l’Apostolato di Don Mattia . In Chiesa egli si collocava ordinariamente in ginocchio , a fianco dell’Altare , guardava il Tabernacolo , vi restava muto assorto per ore , senza stancarsi , senza muoversi , come immerso in delizie che gli alienavano lo Spirito . Il Sacerdote Don Boscarino , scrisse a riguardo : Passa le giornate in Chiesa , innanzi all’Altare Maggiore dietro quello del Crocifisso . I fedeli , la gente di Ragusa , se ne edificavano profondamente . Scrive il Sacerdote Don Liuzzo : “ Era dall’atteggiamento raccolto e composto , chiunque s’avvede che l’Anima Sua era in Contatto con Dio ” . Per avere l’accesso facilitato in Chiesa , senza recare disturbo ad alcuno aveva ottenuto una chiave della sacrestia , se i sacristi tardavano oltre l’orario , Don Mattia si interessava ad aprire le porte – come testimonia il sacrista Distefano , – il quale lo trovava a recitare il Rosario .
Il Divin Maestro , oltre a Inebriarlo delle Sue Delizie , gli manifestava la Sua protezione . Un giorno , racconta il sacrista signor Distefano , – mentre era come al solito seduto nel suo posto in coro , dal cornicione soprastante , proprio sopra di lui , si staccò un grosso pezzo di stucco e piombò in basso con un gran fracasso . Noi sacristi , spaventati e credendolo morto , siamo accorsi gridando : Don Mattia ! Don Mattia ! – ma con nostra meraviglia l’abbiamo trovato vivo , perché sicuramente Ispirato da Dio , si era alzato al momento che si staccava il pezzo di stucco , il quale colpì il suo posto ma non la sua persona . Nessuna delle Messe che venivano celebrate all’Ecce Homo era da lui lasciata . Apprezzatore competente del valore e della ricchezza Spirituale della Messa Tridentina , allora Messa “ Ordinaria ” del Rito Romano ; vi assisteva con Fede profonda ed Amore . Il tempo , le cose gli passavano davanti e la Messa , ogni Messa , diveniva per lui un Sole ( così la chiamava ! ) , cioè la cosa più bella , più ricca , più luminosa , più attraente . Assistendovi , si immergeva in una Contemplazione Profonda . Durante l’Adorazione delle Sante Quarant’Ore , l’ Anima sua era in Festa . Don Licitra dirà : “ Nei giorni delle Quarant’Ore , frequenti a Ragusa , egli correva da una Chiesa all’altra ad ascoltare devotamente la Santa Messa e senza mai tralasciare quella delle ore 13 ! ” . Alla domenica e nei giorni festivi c’era a Ragusa la “ Messa Ultima “ che veniva officiata tra mezzogiorno e le ore tredici . Malgrado l’ora incomoda , Don Mattia vi partecipava . Avvertiva la sorella Maruzza di anticipare il desinare , perché non giungesse in ritardo . La sorella osservava : “ Mattia , ne hai ascoltate tante di Messe ! – e lui rispondeva : Maruzza a che faccio del male ? Se tu e Vincenzina ( la nipote nubile ) vi sentite disturbate dal mio ritardo , mangiate pure quando volete e a me lo conservate ” . La nipote Vincenzina ricorderà che lo
zio Mattia rientrava a casa troppo tardi e dopo l’ora del desinare , ma lui : “ Vicenzina , come lasciare le Messe ? Mangio tardi ? Poco sacrificio quando l’Amore Arde ! ” . Il Sacerdote Don Giovanni Tumino dirà che celebrava con tanto fervore la Santa Messa , che bisognava vederlo all’Altare per formarsene un concetto . Dopo il pranzo quotidiano in casa Nobile , Don Mattia Recitava con la Sorella Maruzza e la nipote Vicenzina , la Visita a Gesù Sacramentato , poi seguiva l’Ufficio Francescano , oltre ai Cento Requiem per le Anime del Purgatorio . Da solo poi seguitava con la recita del Breviario , di cui era fedelissimo e il Santo Rosario .
Dirà Maruzza : “ La testa di Don Mattia era sempre volta ad una cosa : pregando , leggendo , meditando , confessando , adorando ; egli stava sempre unito con Dio ” . Ogni anno , eccetto quando faceva gli Esercizi Spirituali o stava male con la salute , si recava in campagna per un po’ di riposo nella proprietà paterna in contrada Magazinazzi . Ma anziché riposarsi si mise in testa di officiare , nella Chiesetta rurale voluta dalla sua mamma e dedicata alla Madonna del Santissimo Rosario di Pompei , e di esporre il Santissimo Sacramento per l’Adorazione e molte persone dei dintorni vi accorrevano . Fin dal 1927 Don Mattia si era iscritto alla Pia Unione dei Sacerdoti Adoratori , mentre nel 1906 faceva già parte dell’Unione Sacerdotale Eucaristica per la Comunione frequente .
Per la Chiesetta rurale dedicata alla Madonna del Santissimo Rosario di Pompei , aveva ottenuto l’Indulgenza della Porziuncola . La sorella Maruzza racconta : “ La sua abitudine in campagna era quella di Adorare il Santissimo Sacramento , amava poco le passeggiate , tranne quando aveva la compagnia di qualche fraterno amico Sacerdote . La domenica , dopo la Messa e l’Adorazione Eucaristica , passava il pomeriggio fino a sera tarda con numerosi fedeli dei dintorni e con i suoi figli spirituali , giunti dalla città ; li intratteneva con letture spirituali , brevi sermoni istruttivi , colloqui amichevoli : la gente faceva fatica a separarsi da lui
e a tornarsene a casa… ” . Per chi sta adesso scrivendo questo lungo racconto biografico di un Santo Sacerdote e che ha ancora viva la memoria dei propri soggiorni climatici estivi trascorsi lietamente nelle campagne dell’Altopiano ragusano ; come non immaginare quei pomeriggi allietati dalla cara presenza di Don Mattia ? Gente venuta dalle grandi masserie , contadini stagionali , proprietari terrieri onesti e di grande fede ; figli spirituali di Don Mattia : tutti radunati attorno a lui , il Padre ! Magari all’ombra di un grande Gelso o di un Carrubo mentre il sole calava lentamente all’orizzonte . Immagino le donne accendere vecchi lumi a petrolio e poi , premurosamente offrire ai tanti convenuti , fichi ben maturi e dolcissimi e dell’acqua fresca e pura attinta dal grande pozzo
( “ a sterna “ ) della masseria della famiglia Nobile . Immagino l’intenso profumo di timo , origano dei vicini campi , del biondo e luccicante fieno raccolto da abili braccia in ordinati covoni . Immagino la quiete , immagino la gioia intensa provata da Don Mattia perché Conquistava anime all’Amore di Dio e per questo oso dire che altrettanto e ben maggiore fu la Gioia di Dio nel vedere radunati attorno al Suo Cuore di Padre le Sue Creature dilette !

Don Mattia Nobile possedeva un tesoro : il Santissimo Sacramento ,
la Messa , la Contemplazione della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo il Crocifisso , la devozione al Sacro Cuore di Gesù e di Maria , la Santa Vergine del Santissimo Rosario di Pompei .
Un Tesoro mai tenuto Celato ma donato sempre , con amore per l’Amore .

( Vergine Addolorata , che si Venera nella Chiesa dei Cappuccini di Ferla – SR – )
Fine della Quarta Parte

LAUS DEO !

Pax et Bonum

Francesco di Santa Maria di Gesù
Terziario Francescano
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Fonte : PADRE SAMUELE CULTRERA , Un Sacerdote Santo
Don Mattia Nobile . Il Massaia , Roma , 1942 .
Testo riadattato e aggiornato parzialmente a cura di
Vincenzo Digrandi A.D. 2011 .

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