Ecce Homo – Ragusa

pe. giovanni, fidei donum

Don Mattia Nobile – 3

Don Mattia Nobile , Sacerdote e Terziario Cappuccino . – Parte Terza –

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(Navata del SS. Sacramento. La più frequentata da Don Mattia che passava gran parte del giorno tra il confessionale, il secondo a sinistra, e la Cappella del SS. )

( Vero ritratto del Padre Serafico San Francesco )

Don Mattia Nobile  – TERZA PARTE –

“ Un Sacerdote Vero Terziario Francescano ”

Don Mattia non attaccò mai il suo cuore al denaro . Forse per questo amò molto il Serafico Padre San Francesco d’Assisi
fino a iscriversi nella sua Famiglia Religiosa come Terziario Francescano Cappuccino . Il nipote di Don Mattia , Monsignor Nobile , ci dice che lo zio fu un ferventissimo Terziario Francescano . La sua Professione di Terziario si rileva da una semplice nota , scritta da lui stesso nel suo registro delle Messe : “ L’8 Ottobre del 1913 , mi professai nel Terz’Ordine di San Francesco ” .
Amore a San Francesco e a Madonna Povertà . Basti pensare che tra i pochi libri della sua biblioteca , teneva tre grandi vite di San Francesco . Dovunque trovava immagini del Serafico Padre , anche se lacere , le raccoglieva e conservava nel suo
Diario Spirituale , dove aveva occasione di rivederle e riverirle spesso . Sua sorella Maruzza dice che la sua vita meriterebbe il titolo : “ Un Sacerdote vero Terziario Francescano ! ” .
Don Mattia , che si interessava di avvisare i Terziari della città di Ragusa per le Assoluzioni Generali e le Indulgenze Plenarie del Terz’Ordine Serafico ; quando l’Assoluzione veniva data in pubblico , egli avvertiva l’incaricato e le impartiva lui stesso direttamente , tanto ci teneva . In privato Don Mattia dava l’Assoluzione Generale dell’Ordine Serafico spesso e soprattutto in Confessionale . Consigliava tutti a iscriversi al Terz’Ordine e la maggior parte delle sue penitenti divennero Terziarie Francescane. In casa sua , la sorella Maruzza , che già aveva professato con voti privati tra le Figlie di Maria , e la nipote all’ora stabilita del pomeriggio recitavano insieme con lui ogni giorno il solito Ufficio dei 12 Pater , Ave e Gloria . Ma dove il suo Spirito era perfettamente simile a quello del Poverello d’Assisi , era nell’Amore alla Povertà Evangelica , tanto che avrebbe voluto far Voto di Povertà .
Di questo suo Amore alla povertà Evangelica , parlano le numerose Relazioni e testimonianze di anime che facilmente ne sondavano il cuore . Scrive sua Sorella Maruzza : “ Non pensava mai ad accumulare denaro e quasi gli faceva paura tenerne . Quando tornava a casa con i modesti proventi del suo Ministero , mi diceva con pena : Maruzza , Maruzza ! Temo di attaccarmi al denaro….. ” . La signorina Maria Angela Giglio dice che : “ Don Mattia stimava molto la Povertà del Serafico Padre San Francesco e ne fece una dote non solo per sé , ma anche per le Penitenti alle quali dava istruzioni sulla Santa Povertà e ad alcune ne permise anche il Voto ” . I suoi confratelli Sacerdoti lo ammiravano : “ La vita dello Spirito – , dice il Sacerdote Liuzzo , – che Don Mattia seppe ben armonizzare con le contingenze delle terrene cose , fu il Premio più Ambito della sua Anima Sacerdotale ” . Don Mattia pensava di non poter essere un vero Ministro di Dio senza il distacco dalle cose periture e da sé stesso . All’amico Sacerdote Don Vincenzo Sozzi dirà : “ Amico caro , non dimentichiamo che bisogna avere il distacco da noi stessi , morire Misticamente prima di morire naturalmente . Dobbiamo morire a tutto ” . Monsignor Jacono , illustre e stimato Sacerdote ragusano , scriveva di lui : “ Nel 1934 Don Mattia mi diceva che era povero nel Sacro Ministero aveva ambito unicamente a Guadagnare Anime al Signore ” . Il Cappuccino Padre Eugenio da Ferla , già ricordato per essere stato tra i suoi Direttori Spirituali , forse il più caro , scrive : “ Don Mattia non pensò ad accumulare denaro per nipoti , assai numerosi , ai quali però era sempre largo di consigli e buoni esempi . Né volle l’amministrazione dei suoi beni , che lasciò in libertà alla sorella Maria , Terziaria Francescana come lui ” .
Anche la sorella Maria , ovvero Maruzza , com’egli la chiamava affettuosamente conferma ciò che scrive il Padre Eugenio da Ferla , di Venerata memoria . Annota Maruzza : “ Mattia voleva bene ai nipoti , talora celiando diceva : ai nipoti , alla mia morte , lascerò il mio podere che confina con nessuno e la tenuta che non è mia ! ” . Don Mattia si accontentava di indumenti rattoppati , ma sempre in ordine e ben puliti . Difficilmente i suoi familiari riuscivano a fargli indossare una talare nuova che la solerte sorella Maruzza si premurava di confezionare di nascosto , ma poi , dinanzi al diniego del fratello ne faceva dono ai Sacerdoti più bisognosi . ( I Sacerdoti del tempo vivevano unicamente con le poche offerte elargite dai fedeli per via del loro Ministero , essi non percepivano alcun stipendio né una retta di sostentamento mensile…… ) .
Lasciamo parlare , a distanza di tanto tempo , la sorella Maruzza : “ Possibile , Mattia ??!! Sempre con gli stessi stracci vai in giro ??!!
E Don Mattia : Non ti angustiare Maruzza , non vedi che ancora servono ? A me piace portarli così ” . Poco prima di morire , sentendo i soliti lamenti della sorella Maruzza , Don Mattia accettò la nuova talare , ma disse : “ Non arriverò a consumarla! ” . Indossò quella nuova talare una sola volta , nell’Ottobre del 1935 per la Festa della Madonna del Rosario . Nel Novembre dello stesso anno sorella morte gli andò incontro e la veste , come da lui stesso predetto , rimase sempre nuova . Ad una penitente che aveva perso bella somma di 200 mila lire , un capitale negli anni 30 , Don Mattia disse : “ Che importa se rimani povera , purché sii sempre ricca di virtù ! Tale ti voglio figlia mia . Se tu fossi ricca e non amassi Dio , saresti più povera di un mendicante . Ma se tu sei povera e ami l’Amore , sei superiore ad una regina ! ” .

Malgrado Don Mattia non leggesse mai i giornali , accadde un giorno che la sorella Maruzza trovandosi in casa in compagnia di alcune consorelle Terziarie Francescane , parlassero di ““ quel Frate Cappuccino
Stigmatizzato del Gargano ”” e di certe notizie lette sul suo conto su alcuni quotidiani nazionali . Il povero Frate destava la curiosità morbosa di cronisti del tempo , talvolta estasiati dei Doni Mistici del frate Cappuccino ; altre volte per comunicare le sue dolorose vicissitudini con i superiori ecclesiastici .
Maruzza si accostò al fratello e sotto voce gli chiese :
“ Mattia, ma tu che pensi di questo Padre Cappuccino delle Puglie ? >>
– Rispose Don Mattia , fattosi serio-serio in volto :
“ Maruzza , Maruzza ! Quel Padre Cappuccino è Figlio di San Francesco !
Lui è anzi il San Francesco del nostro povero secolo , è come Lui .
Le sue Infinite Sofferenze e Dolori sono le stesse Sofferenze e gli stessi
Dolori di Gesù Crocifisso e serviranno a salvare una moltitudine di anime ,
tante ! I nostri nipoti lo Venereranno come un Gran Santo a Gloria dell’Ordine Serafico . Abbi rispetto quando parli di Lui e non curarti di certi giornali che non dovresti leggere , per il tuo bene … ….. ” .
Potevamo mai immaginare quelle pie donne che un giorno proprio quel
Frate Cappuccino del Gargano sarebbe asceso agli onori degli altari ?
Stimando il loro Don Mattia sicuramente presero molto sul serio e credettero alla “ Profezia “ del loro Padre Spirituale .
Padre Pio da Pietralcina sarà Canonizzato dal Beato Giovanni Paolo II il 16 Giugno del 2002 .

Pochi sanno che Don Mattia aveva sempre nutrito il desiderio di entrare in un convento di Religiosi Francescani Cappuccini . Il Sacerdote ragusano Monsignor Jacono , di cui abbiamo già parlato , divenuto anni dopo Vescovo di Caltanissetta ; cercò di aiutare a realizzare il Desiderio di Don Mattia , quello cioè di farsi Santo nella sollecitudine del chiostro . Monsignor Jacono , trovandosi a Roma per perfezionare i suoi studi di Teologia , volle consultare un suo amico ,il Padre Milizia , Gesuita . Monsignor Jacono scrisse una relazione su Don Mattia e la consegnò al Padre Milizia che era Direttore Spirituale del Collegio Leoniano . Conosciamo la risposta del Padre Milizia , preoccupato per la salute molto cagionevole di Don Mattia , per cui le austerità del convento sarebbero state per lui assai nocive . Si consigliò a Don Mattia di seguitare a vivere come se fosse stato un Religioso ma da Sacerdote Secolare e il bene che avrebbe fatto alle anime sarebbe stato immenso , così fu ! Per quanto Don Mattia fosse stato piuttosto povero , faceva molte elemosine con i proventi , pochi in realtà , del suo Ministero . Portava sempre in tasca soldi spiccioli , ci racconta il nipote Monsignor Nobile ,che gli servivano per i più poverelli che incontrava , poiché mai negò il soldo al povero . Tra i poveri ordinari , la sua preferenza e le simpatie andavano per gli anziani . Quando se ne presentava uno alla porta di casa sua , egli per quanto sofferente per la sua salute malandata , scendeva le scale e li beneficava . La sorella Maruzza ebbe a dire : “ Mattia , non mi pare bene che tu dia l’elemosina a certuni che sono poveri , sì , ma bevitori di vino !!! ” .
– E Don Mattia : “ A me che importa ? Sono poveri, io guardo questo ” .
Talvolta beneficava i poveri di nascosto . Essi , così ben voluti , divenivano un po’ più arditi e andavano a presentarsi alla porta di casa sua a mezzogiorno . Poteva mangiare quieto ? Si alzava e portava loro qualche cosa . La sorella Maruzza , non di rado si mortificava di questo suo agire : “ Mattia perché fai così ? Mangia in pace perché ne fai abbastanza di Carità a questi poveri che poi ne ottengano di più di denari da altri… ” . La risposta di Don Mattia : “ Maria , tu non sai quanto mi stiano a cuore questi vecchi cenciosi . Lascia dunque che li soccorra ” . Ogni volta che si recava a radersi , il suo barbiere , Rosario Luparello , aveva la gioia di assistere a scenette che edificavano : “ Quando Don Mattia stava nel mio salone in attesa d’aver rasa la barba , si presentava un povero al quale egli sollecitamente faceva l’elemosina , ma la faceva con tanto riserbo da non lasciarmi intravedere di quale larghezza essa fosse ; però ben lo diceva il volto del vecchietto che si illuminava di gioia ” . E continua il signor Luparello : “ Don Mattia quando entrava nel mio salone si metteva in un posticino in disparte ad aspettare il suo turno , ma malgrado qualche mattina io non avessi tanti clienti , lui cedeva volentieri il suo turno al primo venuto . Era una persona così Umile e disponibile con tutti che spesso , per non farlo aspettare fin troppo e non far inquietar la sorella Maruzza per il suo ritardo , dovevo convincerlo che era venuto il suo turno per radersi . Dovevo proprio incoraggiarlo a sedersi per farsi radere la barba . Persone così non si incontrano facilmente e mai dimenticherò il suo Volto così Buono le sue mani sempre impegnate a sgranare il suo Rosario: Un Santo Sacerdote ! ” .
Don Mattia aveva bisogno di amici . Guai a che è solo ! Dice lo Spirito Santo . Non potendo fruire del beneficio della solitudine dei conventi e insieme alla compagnia di altre anime votate al medesimo ideale , scelse altri Amici Fedeli ed Intimi che valessero a guidarlo ed aiutarlo : “ i Libri Spirituali “ . Ebbe per Libri Spirituali una grande predilezione , che nasceva dal desiderio costante di farsi Santo . Ad essi chiedeva quotidianamente il Cibo dell’anima sua . Leggeva , meditava , si inteneriva . Ne ricavava tanta Luce e tanto conforto e non poteva separarsene . Gira e rigira , erano i libri che sempre maneggiava in casa . Di Chiesa tornava verso le 11.00 e poi si metteva a passeggiare sue giù per le stanze a testa bassa . Leggeva sempre l’Imitazione di Cristo , ma il suo preferito era il Diario Spirituale , non ci è noto chi fosse l’autore , supponiamo si trattasse dell’Opera di Sant’Ignazio di Loyola , tanto di successo all’epoca . Ogni giorno ne leggeva le Massime , non si separava mai da questa operetta e per 40 anni non fece che ricominciarlo a leggerlo dopo averlo terminato . La sorella Maruzza ricorda : “ Ormai era avanti con l’età e non poteva applicarsi molto ala lettura , ma aveva sempre i libri in mano , spesso mi chiamava : Maruzza , Maruzza ! Senti , senti cosa dice il Signore che ci vuole tanto bene ” . – Ed io per non farlo affaticare troppo gli rispondevo : “ Mattia, sempre con questi benedetti libri sei tu !! Non ti stanchi mai ??!! ” . E lui : “ Ah ! – come ti vorrei buona ! ” .
Cosa potevo rispondergli lo provocavo ancora più perché smettesse di leggere per via della salute : “ Si Mattia, ci voglio essere buona . Ma come si fa dalla mattina alla sera sempre con i libri ?! Sempre una cosa ! ” . – Pur essendo io sempre in pace con lui , ci dice Maruzza , non di meno qualche volta lo facevo inquietare . Ma dopo veniva il rimorso e non trovando pace , mi avvicinavo a lui umiliata e gli baciavo la mano e gli chiedevo la benedizione poiché era mio Padre spirituale e mio Confessore , e lui : “ Stai in pace Maruzza , io non mi sono inquietato, stai in pace ” . Lasciamo narrare ancora la sorella Maruzza , colei che gli fu accanto fino alla fine : Mattia, Innamorato dell’Umiltà , voleva umiliarsi al cospetto degli uomini e di Dio . Posso asserire che lui si mettesse sotto i piedi di tutti . Assetato di vivere Umile e Nascosto , diceva che nessuno deve sapere che dobbiamo farci santi , ma solo Dio : gli altri hanno da guardarci come ludibrio e spazzatura e noi dobbiamo goderne . In casa sua talvolta si ripetevano scene gustose . Credendo di non essere buono a nulla e di perdere inutilmente il tempo , appena si vedeva libero da letture , devozione ed altro , perché potesse piacere a Dio con opere umili , si avvicinava alla sorella Maruzza e con una certa timidezza le chiedeva : “ Dimmi Maruzza quel che vuoi ; vediamo se posso servire a qualche cosa ” .
– E Maruzza : “ E che vorresti fare ? Siamo già in due nei lavori di casa .
Statti quieto e fatti le cose tue ! ”. Ma Don Mattia non s’acquietava per nulla e siccome aveva letto nella vita dei Santi Francescani andavano sempre in cerca degli Uffici più bassi , lui li voleva imitare . All’insaputa della sorella , si industriava a fare qualcosa in casa , ma appena scoperto da Maruzza , gli spettava un bel rimprovero da colei che tutto governava in casa e mai avrebbe permesso che il fratello Sacerdote s’impicciasse nelle sue faccende . Don Mattia fu scoperto una volta a lavare i piatti… , ma Maruzza : “ Mattia! Lascia perdere tutto , questo propriamente non è affar tuo , qui ci penso io ! Ma guardate , guardate ! ” . E Don Mattia : “ Maruzza , Maruzza , non ti inquietare , non lo farò più ” . Fu quella una promessa passeggera ……
Don Mattia fu trovato dalla sorella mentre puliva la gabbia delle galline , apriti cielo ! Maruzza : “ Oh ! Oh ! E’ troppo Mattia ! E’ proprio troppo ! Ma non sai che le galline hanno i pidocchi ??? ( diceva così la poveretta per scoraggiare il fratello , ma le galline non avevano affatto i pidocchi ) E’ modo questo ? Lascia fare a me e fai le cose tue ! ” . Sembrò passata la smania di Don Mattia di cercare i lavori più Umili in casa , Maruzza vigilava perché il fratello non oltrepassasse la “ sua linea di confine “ e s’impicciasse di faccende spettanti solo a lei . Una bella mattina si trovò a far visita in casa Nobile nientemeno che la Superiora delle Figlie di Maria , laiche Consacrate al Signore e che vivevano in casa propria . Maruzza accolse la Superiora come si doveva e con tutti i riguardi , a quel tempo si era tanto cerimoniosi ed educati con gli ospiti , al momento opportuno avrebbe chiamato il fratello Don Mattia per onorare la con la sua ancora meglio quella gradita Visitatrice . Ma volle il caso che , mentre la Superiora saliva le scale di casa al piano superiore , ecco spuntare Don Mattia con in braccio un bel fascio di legna ! La Superiora fu meravigliata e Don Mattia : ” Bisogna esercitare la Carità a questo mondo : in quel che posso , aiuto mia sorella ” . Maruzza dinanzi a quello spettacolo fu frenata , fortunatamente , dal pronunciare ad alta voce quello che avrebbe voluto dire a chiare lettere e a buon diritto al fratello . Si trattenne finché poté per riguardo alla sua ospite , poi andata via la Superiora , partì alla carica in direzione : stanza di Don Mattia . Ma Maruzza , cammin facendo , lasciò perdere e quella volta preferì scoppiare a ridere come mai aveva riso in vita sua . Le parve d’un tratto che anche il fratello ridesse di gusto nella cameretta .

 

Fine della Terza Parte

LAUS DEO

Pax et Bonum

Francesco di Santa Maria di Gesù
Terziario Francescano

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Fonte : PADRE SAMUELE CULTRERA ,
Un Sacerdote Santo , Don Mattia Nobile .
Il MASSAIA ; ROMA 1942 .

Testo riadattato e aggiornato parzialmente
A cura di Vincenzo Digrandi . A.D. 2011 .

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