Ecce Homo – Ragusa

pe. giovanni, fidei donum

Daniele è un esempio per tutta la comunità cristiana ma soprattutto per noi giovani credenti e non credenti.

19/04/2013 La testimonianza
«Io giovane e il sì di don Daniele»
di Chiara Ferracane
In occasione della Giornata mondiale delle vocazioni una ragazza racconta come ha vissuto l’ordinazione di don Daniele Criscione, nuovo missionario del Pime
20130406_203223

Prima di sabato non conoscevo Daniele Criscione, ma sentivo già parlare di lui, al Pime di Mascalucia, come un ragazzo a cui la vita aveva riservato delle esperienze non facili che, di certo, un ragazzo non si aspetta di affrontare; ma nonostante tutto non si è mai arreso di fronte alle difficoltà, non ha mai smesso di lottare per quel suo sogno che è la Missione. Arrivati al Duomo di Ragusa per la celebrazione della sua ordinazione non è stato difficile riconoscerlo in mezzo a tanti sacerdoti, provenienti da tutt’Italia, perché era l’unico che piangeva. Si vedeva la felicità nei suoi occhi e nel suo sorriso che per tutto il tempo ha accompagnato la messa. Era come se dopo tanti anni di lotta contro la malattia, la sofferenza, il dolore, ora aveva potuto, finalmente, raggiungere il suo obbiettivo.

Daniele è un esempio per tutta la comunità cristiana ma soprattutto per noi giovani credenti e non credenti. È un testimone della vita, aveva un sogno quello di diventare missionario del Pime e l’ ha portato fino in fondo, nonostante la scoperta di avere una grave malattia e la morte dei genitori. Ma lui aveva fatto una promessa e non poteva più tirarsi indietro. Possiamo benissimo dire che la sua missione è iniziata molto tempo prima, lui che voleva donare la vita per gli altri, ha sperimentato su di sé quanto la vita sia piena di emozioni, incontri che bisogna avere il coraggio di mettere in pratica ogni giorno. Noi giovani siamo i primi a voler viaggiare, conoscere altre culture e anche noi ragazzi di “Giovani e Missione” non vediamo il momento di partire per il luogo che ci è stato assegnato o ritornare in quel paese che ci ha fatto riscoprire noi stessi. Ma quello di cui non ci accorgiamo è che la missione, spesso, è sotto i nostri occhi, più vicino di quanto possiamo immaginare, tra gli amici, in famiglia, tra fratello e sorella. Ogni giorno ci alziamo con la consapevolezza di dover svolgere una missione, un compito quotidiano che ci è stato affidato e per cui ci sentiamo pronti a svolgerlo. Ed è ciò che ha fatto Daniele, ha capito qual’era il suo compito, la sua missione ed ha deciso di vivere per questo.

La storia di Daniele, a noi ragazzi del Pime, ha insegnato molto. È un ragazzo come tutti gli altri che parla di sogni, libertà, emozioni e che ha deciso di mettere in pratica tutto questo donando se stesso agli ultimi del mondo. Non un sognatore ad occhi aperti, ma un testimone della vita, che ha sperimentato su di sé le sconfitte e le vittorie di questa esistenza e che ha continuato sempre a voler andare lontano nel mondo. E ora Daniele con il suo esempio ci invita a fare lo stesso, come dice lui, a “far esplodere la nostra vita e a donarla per gli altri”.

Mondo e Missione

Annunci

I commenti sono chiusi.