Ecce Homo – Ragusa

pe. giovanni, fidei donum

Così sono state spese nel 2012 le somme dell’otto per mille

seminario
La Diocesi di Ragusa e il vescovo monsignor Paolo Urso rinnovano l’operazione trasparenza

Il vescovo, monsignor Paolo Urso, ha comunicato il prospetto completo delle erogazioni delle somme derivanti dall’8 per mille dell’Irpef effettuate nel 2012 (esercizio 2011). Il rendiconto è suddiviso in due macro aree: “esigenze di culto e pastorale”, cui sono stati destinati 613.006,78 euro, e “interventi caritativi”, per 413.282,69 euro. La prima area di spesa riguarda i nuovi complessi parrocchiali (tra questi Maria Regina, Maria Santissima Nunziata e San Pio X di Ragusa, e Resurrezione e San Massimiliano Kolbe di Vittoria), il restauro e la conservazione di chiese della diocesi (San Nicolò di Bari di Acate e San Francesco di Paola di Vittoria), le spese per il Vescovado e gli Uffici diocesani, la nuova Biblioteca, il Seminario e l’Istituto Teologico ibleo, i Consultori e gli Oratori, i giovani sacerdoti che studiano a Roma. Numerosi e più consistenti gli interventi destinati all’area della Carità, con la distribuzione di sussidi alle persone bisognose, ai centri d’ascolto (di Ragusa, Comiso e Vittoria) e alle singole parrocchie operanti in aree di disagio sociale. Numerosi anche i progetti finanziati e i contributi dati a singole associazioni che operano nel settore della disabilità, della prevenzione e cura delle tossicodipendenze, dei migranti e del disagio in generale. Oltre 50.000 euro le somme destinate a progetti segnalati da missionari di origini iblee che operano generosamente in diverse parti del mondo. «Vogliamo condividere ‒ conferma il vescovo Paolo ‒ con tutti i credenti e i cittadini che vivono nel territorio della Diocesi di Ragusa, la nostra fatica di cercare di utilizzare al meglio le risorse che ci provengono dall’8 per mille sull’Irpef versata da tanti contribuenti. Vogliamo cioè dare trasparenza alle nostre scelte, che quest’anno hanno accentuato la priorità tradizionalmente riservata dalla nostra Diocesi ai segni di solidarietà verso i bisogni delle persone coinvolte dalla grave crisi economica e dal conseguente disagio sociale. Ciò, tuttavia, senza rinunciare alle esigenze di culto e pastorali che la comunità ecclesiale iblea ci richiede, e allo spirito di testimonianza che tanti riconoscimenti ci procura da parte delle istituzioni e del popolo ragusano».


Insieme n° 551 del 24 febbraio 2013

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